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  I corpi del potere  
     
     
Autore/i: Pezzella Mario  - Titoli dello stesso autore
Tricomi Antonio 

Sottotitolo: Il cinema di Aleksandr Sokurov

Prezzo: Euro 20,00

Argomento: Storia dell'Arte

Rassegna Stampa: La Stampa del 06/06/2012  -   - Altre recensioni

Commento:

Secondo Walter Benjamin, il cinema è l’arte emblematica del mondo moderno, di cui riflette i ritmi, l’esperienza e la tragica discontinuità. Gli scritti proposti in questo volume intendono riflettere su alcuni film in modo "saggistico", come è da tempo normale per opere di letteratura o di arti figurative. La critica del cinema, differentemente da una semplice "storia", interroga i fotogrammi e le sequenze come fossero "immagini di pensiero", che ci rivelano le dimensioni dello spazio e del tempo in cui viviamo e la struttura profonda del nostro immaginario. D’altra parte alcuni registi si prestano in modo evidente a questo lavoro di riflessione, perché essi stessi rifiutano il cinema commerciale e spettacolare e la loro opera contiene un’esplicita interrogazione sulla natura delle immagini e sul loro ruolo nella modernità (artistica e politica).
Questo libro analizza l’opera di A. Sokurov, considerato dalla critica come uno dei migliori registi europei attuali e l’unico vero erede di A. Tarkovskij. Metafisica, storia e politica si intrecciano nei suoi film in modo indissolubile. In particolare, Sokurov è autore di una "trilogia del potere", Moloch (1999), Taurus (2000), Il Sole (2005), film in cui considera la costituzione e il disfacimento dei totalitarismi del ’900. Con uno stile di montaggio visionario e simbolico, egli mostra il rapporto tra il potere e i corpi, la particolare articolazione che il dominio totalitario impone alla psiche e alla stessa fisiologia dei suoi sudditi. Questo generale tema storico viene sviluppato da Sokurov in registri anche molto differenti l’uno dall’altro. Se la "trilogia" si occupa del potere e dei corpi nell’ambito della storia collettiva, altri film considerano lo stesso tema da un punto di vista più privato, più intimo, nell’ambito di relazioni familiari tormentate e complesse (Madre e figlio, 1997; Padre e figlio, 2003).
Sokurov è inoltre un grande documentarista, che in interviste, film di inchiesta, o di analisi storica, ci ha restituito il senso del drammatico periodo che vide il crollo dell’Unione Sovietica e il formarsi della nuova Russia, con tutte le sue contraddizioni e le sue speranze (Conversazioni con Solzenicyn, 1998; Elegia sovietica, 1989). Ed è infine il creatore di un genere cinematografico completamente nuovo, che caratterizza alcune delle sue "elegie", un vero e proprio documentarismo lirico, in cui il "dato" mostrato è costituito da immagini o deliranti visioni di sogno.


Anno di pubblicazione: Marzo 2012

Pagine: 224

Collana: Di fronte e attraverso

Sottocollana: Storia dell'arte

Disponibilità: Disponibile

ISBN (a 13 cifre): 978-88-16-41142-5